Patrizia Nardi

Patrizia Nardi

Rete delle grandi Macchine a spalla italiane Patrimonio dell’Umanità

Responsabile tecnico-scientifico Progetto UNESCO di GRAMAS Rete delle grandi Macchine a spalla italiane Patrimonio dell’Umanità

Patrizia Nardi è un’esperta in candidature UNESCO del patrimonio culturale, ideatrice, coordinatrice e responsabile tecnico-scientifico di GRAMAS Rete delle grandi Macchine a spalla italiane Patrimonio dell’Umanità dal 2013. E’ anche membro dell’International Council on Monuments and Sites per l’Italia, l’organizzazione internazionale non governativa che si occupa della conservazione, protezione e valorizzazione del patrimonio d’interesse culturale.

La Rete delle grandi macchine a spalla italiane è un accordo di valorizzazione nato nel 2006 tra cinque città italiane e le loro comunità, che coinvolge alcune peculiari feste religiose cattoliche italiane, espressione della cultura della tradizione mediterranea: la Macchina di Santa Rosa di Viterbo, la Festa dei Gigli di Nola, la Varia di Palmi, la Faradda di li candareri di Sassari e i Ceri di Gubbio.

Dal 2013 la rete è inserita nella Lista del patrimonio culturale immateriale dell’umanità dall’UNESCO. Non è ancora Patrimonio dell’Umanità la Festa dei Ceri, per la quale è in progress una procedura di estensione.

Il progetto fu avviato nel 2005 dall’attuale coordinatrice e responsabile Patrizia Nardi, come forma di interscambio culturale tra le cinque comunità e venne successivamente, nel 2006, recepito dalle istituzioni comunali con il “Protocollo di Nola”.

Su indirizzo e progetto della coordinatrice, dal 2010 le amministrazioni comunali e le comunità festive, in sinergia con il Ministero per i beni e le attività culturali, il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, la commissione nazionale italiana per l’UNESCO, l’Istituto centrale per il catalogo e la documentazione, le soprintendenze ai beni storici, artistici ed etnoantropologici regionali e con l’UNPLI, avviarono un percorso di “Prospettiva UNESCO” che portò, nel giro di poco tempo, alla proposta di candidatura delle feste della Rete come “Patrimonio orale e immateriale dell’umanità UNESCO”.

La proposta di candidatura della Rete, con le quattro feste religiose di Viterbo, Nola, Palmi e Sassari, venne accettata nel 2011 dall’Ufficio Patrimonio UNESCO del Ministero dei Beni Culturali, che istruì la pratica, competendo con altri undici concorrenti.

Nel 2012 la Rete venne indicata dalla Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO alla selezione degli organi internazionali come unica candidatura italiana per l’anno 2013.

Fu riconosciuta Patrimonio dell’Umanità a Baku, in Azerbaijan, nel dicembre 2013 e la candidatura indicata dal Comitato intergovernativo UNESCO come “modello e fonte d’ispirazione”.

La candidatura venne presentata al Salone internazionale del libro di Torino e in Campidoglio, nella Sala della Protomoteca, alla presenza di tutte le comunità interessate.

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