Massimo Mecarini

Massimo Mecarini

Presidente del Sodalizio Facchini di Santa Rosa

Presidente del Sodalizio Facchini di Santa Rosa

Il Sodalizio dei Facchini di Sata Rosa si è costituito nel 1978 con la successiva presa d’atto del Comune di Viterbo, che con delibera consigliare ne ha riconosciuto lo Statuto, concedendo una sede adeguata, posta in un antico palazzetto ristrutturato nel quartiere medievale di S. Pellegrino.

Lo statuto è stato rinnovato pressoché integralmente il 2 agosto 2008.

Le ragioni che hanno portato alla costituzione del Sodalizio sono molte e chiarite nell’articolo 2 del vecchio Statuto che recitava: “Lo scopo del Sodalizio è quello di mantenere uniti i Facchini di Santa Rosa i fraternità d’intenti per poter far si che il trasporto della Macchina di Santa Rosa avvenga in quello spirito di responsabilità, alla quale ognuno dei Facchini deve sentirsi sempre impegnato fisicamente e moralmente, per tenere sempre viva la tradizione ultra secolare che dà onore e vanto alla città di Viterbo.

Il Sodalizio deve promuovere altresì attività culturali, assistenziali, turistico – ricreative, di mutuo soccorso e morali in genere per affiatare maggiormente il proprio tessuto associativo” .

La Macchina di Santa Rosa è il baldacchino trionfale che innalza al di sopra dei tetti di Viterbo la statua di Santa Rosa, patrona della città.

Essa assume oggi la forma di una torre illuminata da fiaccole e luci elettriche, realizzata in metalli leggeri e in materiali moderni quali la vetroresina (che hanno sostituito da diversi anni il ferro, il legno e la cartapesta); è alta circa trenta metri, pesante cinquantuno quintali (5.100 kg), e sempre culmina con la statua della Santa.

La sera del 3 settembre di ogni anno, a Viterbo, la macchina viene sollevata e portata in processione a spalle da un centinaio di uomini detti “Facchini di Santa Rosa” lungo un percorso di poco più di un chilometro articolato tra le vie, talvolta molto strette, e le piazze del centro cittadino, immerse in un suggestivo buio nel quale solo la Macchina risplende sfarzosamente illuminata.

Il trasporto, scandito dal grido di devoto entusiasmo “Viva Santa Rosa”, rievoca simbolicamente la traslazione della salma di Santa Rosa, avvenuta a Viterbo nel 1258 per disposizione di Papa Alessandro IV, dalla Chiesa di Santa Maria in Poggio (detta della Crocetta) alla chiesa di Santa Maria delle Rose (oggi Santuario di Santa Rosa).

La festa rientra nella Rete delle grandi macchine a spalla italiane, dal 2013 inserita nel Patrimonio orale e immateriale dell’umanità dell’UNESCO.

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